Blog / 13.06.2024

Non vendere più i tuoi servizi ↓ I tuoi potenziali clienti non vogliono da te un servizio, ma una 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞! Hai presente gli spot natalizi della Bauli? Non ti stanno vendendo il panettone ma un momento di serenità con la tua famiglia. Hai presente gli spot della RedBull? Non ti stanno vendendo la bevanda ma l’adrenalina. Hai presente gli spot dell’iPhone? Non ti stanno vendendo il telefono ma un’appartenenza sociale. La trasformazione non è altro che ‘𝐢𝐥 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫𝐢𝐨’. Dunque, d'ora in poi, quando andrai a proporre il tuo servizio alla tua audience, ricordati di far leva sul desiderio (la trasformazione che raggiungeranno acquistando il tuo servizio)....

Blog / 12.06.2024

Ora dirò una cosa che non piacerà a chi è fissato con la crescita professionale, in particolare a chi cerca la scalabilità a tutti i costi: imprenditorialmente, tanto quanto umanamente, credo che il giusto approccio sia quello di 𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐞. Perché mantenendo una mentalità da principiante cogliamo l'abitudine di imparare con umiltà, mantenendo fresco il nostro approccio al lavoro e alla vita....

Blog / 10.06.2024

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐨 𝐟𝐚𝐢 𝐭𝐮 è più impattante di come andrebbe fatto ↓ Quando stai per comunicare qualcosa che sai essere importante per la tua audience, mettici dentro sempre la tua esperienza. Questo vale per qualsiasi tematica, che sia di carattere tecnico o riflessivo non ha importanza: tu dì loro 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐨 𝐡𝐚𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨/𝐨𝐭𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐭𝐮. Descrivi ogni passaggio, partendo dal problema sino alla sua risoluzione, non tralasciando mai tecniche e strumenti chiave. Ho a che fare ogni giorno con contenuti dei più svariati settori, quindi ho una quantità di dati notevole su cui ragionare, e uno degli elementi che 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚 𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐚 (o meno) di tutti questi, è proprio l’esperienza personale. Dire come lo hai fatto tu rende in qualche modo il messaggio 𝐩𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐧𝐭𝐞 e, soprattutto, porta le stesse persone a 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐞𝐬𝐢𝐦𝐚𝐫𝐬𝐢 (magari anche nel traguardo raggiunto). Non di meno crea nella tua audience un 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚 per esserti esposto col fine di aiutarli che aumenterà in loro la 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 del tuo brand personale. D’ora in poi non tralasciare mai più questo aspetto nei tuoi contenuti: 𝐝𝐢̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐨 𝐟𝐚𝐢 𝐭𝐮. Prova almeno 5/6 volte e poi torna qui per farmi sapere come vanno i tuoi contenuti… 😉...

Blog / 07.06.2024

Ci sono marchi che non abbiamo mai preferito ad altri un po' per abitudine e un po' per i loro valori che non ci rappresentano. Poi un giorno capita che il tuo fidato rasoio elettrico che usi per rasarti la testa dopo tanti anni si rompa e che sul mercato non ci sia più, ma noti che in commercio ne esistono tanti altri simili di marche di cui non sapevi neanche l'esistenza. Allora ti informi, leggi le varie caratteristiche e recensioni sui vari eCommerce, fino a scegliere quello che credi essere il più adatto a te ma di cui non conosci la marca. In questi casi i nostri valori e quelli del brand non fanno gioco forza su noi stessi perché fino a 1 minuto prima eravamo perfetti sconosciuti. Cos'è, allora, che ci porta alla decisione finale? Ciò che ci porta alla decisione finale è l'influenza esterna. O meglio, l'esperienza di altre persone a noi sconosciute. Influenza esterna di utenti in cui ci siamo immedesimati e che non conosceremo mai, magari lontani anni luce dalle nostre personalità, dalle nostre abitudini e dai nostri valori, ma non su quella cosa in comune, non su quel prodotto, non su quella necessità primaria: il rasoio per la testa. Per prodotti così di nicchia talvolta è difficile trovare quel gancio che ci convinca all'acquisto come il marchio conosciuto (Braun, Philips) allora ci dobbiamo fidare di quello che ci dice il commesso del negozio (sconosciuto) o quello che scrivono altre persone (sconosciute) attraverso le loro recensioni sui vari negozi online. E ciò che ci porta alla decisione finale sono l'immedesimazione e l'influenza scaturita dalle parole di queste persone (commessi, utenti). Ciò ci insegna - ancora una volta - che sui prodotti di nicchia l'esperienza vissuta dalle persone prima di noi è molto più influente di chi lo produce, quindi del brand dietro all'oggetto del nostro bisogno. Allora il consiglio spassionato che voglio dare a chi ha prodotti di nicchia e brand ancora sconosciuti, è: fate provare il vostro prodotto a più persone possibili, e date loro un incentivo purché parlino dell'esperienza col vostro prodotto/brand e col vostro servizio. È l'unico modo che avete oggi, a grande impatto e con un investimento contenuto, per emergere progressivamente dall’anonimato....

Blog / 05.06.2024

𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞 𝐥'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐬𝐢𝐭𝐚̀. Piccoli passi quotidiani verso il tuo obiettivo sono più potenti di uno sprint improvviso. Parlo in particolare ai brand personali, quelli a cui la sera - a letto, prima di addormentarsi - parte il flusso creativo di pensieri e idee a cui cercano di dare sfogo il giorno seguente, sacrificando spesso la pianificazione. Sono stato "vittima" per tanti anni di quei flussi creativi improvvisi tanto da farmi portare via il sonno. A volte, addirittura, riprendevo in mano il telefono per appuntarmi le cose. Con tutta l'onestà che ho in corpo sento di poter affermare che ciò che mi ha portato sin qui, dopo 12 anni di attività, non sia stato seguire ogni idea che mi passasse per la testa ma 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐚. Ecco, se devi mettere intensità, mettila nella costanza e perseveranza. In questo modo il tuo brand personale ne gioverà a lungo termine....

Blog / 04.06.2024

Recentemente mi è capitato di fare da 'psicoterapeuta' ai dipendenti di un'azienda per i quali ero stato chiamato a formarli ↓ Quando ho cominciato a parlare di budget e di investimenti pubblicitari mirati a diffondere i valori e il valore del brand, un paio di ragazze mi hanno bloccato e esposto il loro dissenso e la loro preoccupazione verso l'ultima campagna pubblicitaria dell'azienda che sta apparendo su tutti i maxi schermi delle città più importanti del mondo, dopo che alla festa natalizia il Ceo aveva chiaramente detto che "𝘐 𝘱𝘳𝘰𝘴𝘴𝘪𝘮𝘪 𝘥𝘶𝘦 𝘢𝘯𝘯𝘪 𝘥𝘰𝘷𝘳𝘦𝘮𝘰 𝘴𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘢𝘵𝘵𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘴𝘱𝘦𝘴𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘴𝘢𝘳𝘢̀ 𝘶𝘯 𝘱𝘦𝘳𝘪𝘰𝘥𝘰 𝘵𝘰𝘴𝘵𝘰". Alle ragazze ho innanzitutto spiegato che le spese pubblicitarie non vanno messi alla voce Costi ma alla voce Investimenti. Infatti, qualsiasi organizzazione con un minimo di competenza sa e deve ancor di più prevedere nel momento in cui i prodotti/servizi offerti non hanno raccolto il successo previsto. Non a caso, una delle riflessioni più celebri sulla pubblicità, e che incarnano al meglio il comportamento dell'azienda di cui ti sto parlando, ce la ricorda ogni giorno Henry Ford "𝐂𝐡𝐢 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐚𝐫𝐦𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐝𝐢, 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐞 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐬𝐬𝐞 𝐥'𝐨𝐫𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐚𝐫𝐦𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨". Poi ho detto loro che è umanissimo il pensiero e il comportamento della persona media che, in tempi di crisi, risparmia anziché spendere. Ma che non può esserlo altrettanto per un imprenditore che vive ogni giorno il rischio d'impresa, perché l'unica cosa saggia che può fare per salvaguardare i suo stessi dipendenti, e i suoi interessi, è investire ciò che aveva guadagnato nei momenti migliori. Ed ecco perché io stesso ero lì: facevo parte di quell'investimento mirato. Mi ha fatto un piacere enorme confrontarmi con quei ragazzi, ma soprattutto di averli aiutati a comprendere la visione e la strategia dell'azienda per cui lavorano ogni giorno. Dopo 12 anni posso tranquillamente dire che è la parte che mi piace di più, e che mi restituisce di più. Sempre Evviva! agli investimenti, aziendali o personali che siano....

Blog / 03.06.2024

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐯𝐯𝐢𝐬𝐮𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥 𝐝𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞-𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐯𝐚, 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 Siamo sinceri: quando si è genitori-partita iva, il gap che si crea coi nostri “concorrenti” più giovani - o senza figli - è irrecuperabile. È da lì che iniziano i nostri disagi e malesseri: 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐚/𝐨 a questo mestiere; 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐝 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐜𝐜𝐢𝐚𝐫𝐦𝐢 a questi trend e a questo nuovo social, mi snaturano; 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐫𝐞 nuovi contenuti e per formarmi: non riesco ad avere 𝟑 𝐨𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞 per lavorare; 𝐥𝐞𝐢 𝐡𝐚 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝟐 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢, lui ha già pubblicato un nuovo videocorso… Ci sono passato anche io, e tuttora ci sono dentro per chi non lo sapesse, perché sono un papà-partita iva con due maschietti di 5 e 8 anni. Lotto con la mia organizzazione ogni giorno per garantirmi spazio e tempo per lavorare e per sviluppare le idee. Dopo 12 anni di partita iva, posso dire di esserne uscito così ↓ 1. due giorni e mezzo a settimana solo per me, in cui creo i miei contenuti, sviluppo le mie idee e mi formo. 2. I restanti 2 giorni e mezzo li dono a chi è in affiancamento con me o alle formazioni in azienda. 3. Per la mia sopravvivenza e benessere mentale, ho dismesso Facebook, Twitter e Telegram, e ho limitato l’utilizzo di TikTok e Instagram (smettendo anche di seguire account che mi mettevano ansia per la loro parvenza di perfezione, pur essendo bravissimi). 4. Come creator, mi sono concentrato solo su LinkedIn (4 post a settimana), Instagram (2 post + 2 set di storie a settimana) e alla mia newsletter (1 a settimana, il venerdì). 5. Ogni mese prendo solo 5 clienti, mentre da giugno a settembre solo 2, dovendo gestire molto di più i bimbi essendo loro a casa da scuola e facendo solo mezza giornata al centro estivo. 6. Ogni venerdì pomeriggio programmo la successiva settimana di lavoro. E ogni giorno prima delle 17/17.30 depenno le mie attività quotidiane e aggiorno - se necessario - quelle del giorno seguente. 7. Ho raggiunto la forza e consapevolezza che non pubblicando nel weekend il mondo non esplode. 8. Ho preso un secondo telefono da utilizzare solo per la famiglia; quello del lavoro lo abbandono sul mobile introno le 18 e lo riprendo il mattino, mentre il sabato e la domenica lo guardo solo per controllare che non mi abbiano scritto i miei studenti e clienti. 9. Se per un giorno non do l’aspirapolvere e non rifaccio i letti al mattino, ho capito che non sono una brutta e sporca persona. 10. Quando è ora di andare a letto e non ho sonno, continuo il libro del momento. E dopo abbraccio Laura. Sopravvivere ai social se si è genitori partita iva 𝐞̀ 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞, si tratta solo di tirar fuori la buona volontà e di darsi una concreta organizzazione. Spero di averti regalato spunti e consigli che stavi ricercando 🫶🏼...

Blog / 28.05.2024

Noi non leggiamo. SCANNERIZZIAMO. Me ne accorgo da ciò che mi scrivono le persone nei loro commenti e messaggi, in risposta ai miei contenuti. Mancano spesso di passaggi importanti, specifiche che all’interno del contenuto c’erano ma che i loro occhi e la loro mente hanno volutamente e automaticamente saltato. Per la frenesia. Per la velocità. Per la paura di non fare in tempo o di perdersi qualcosa di cui qualcuno sicuramente parlerà al lavoro o a scuola domani. Le nostre vite di fatto diventano sempre più frenetiche. E purtroppo piattaforme come TikTok e Instagram non ci stanno sicuramente aiutando a renderle meno stressanti, a causa dei loro algoritmi che puntano principalmente alla nostra dopamina (mostrandoci contenuti sempre più veloci). Questo è il modo con cui oggi scannerizziamo i contenuti: 1️⃣ → 2️⃣ ↓ 3️⃣ → 4️⃣ ↓ 5️⃣ → 6️⃣ ↓ 7️⃣ Dunque, è chiaro che abbiamo una scelta da compiere: o ci adattiamo, o andiamo in controtendenza e continuiamo per la nostra strada. Se decidiamo di adattarci, i consigli sono 4: suddividere i nostri testi in paragrafi di massimo due righe; ad ogni paragrafo inseriamo almeno un bold sulla parola chiave più rilevante; usa infografiche, grafiche, gif e screenshot per far concettualizzare al meglio i nostri messaggi; creare ganci forti nella prima e seconda slide del carosello, o all’apertura dei nostri video e entro i 3 secondi successivi. Se invece decidiamo di non adattarci, dobbiamo sapere 3 cose: il nostro andare controtendenza farà una selezione naturale fra il nostro pubblico, e ciò porterà sicuramente una perdita in termini di follower ma registreremo anche una crescita della nostra community; i nostri contenuti e il nostro profilo è probabile che non si viralizzeranno, ma arriveranno sicuramente a chi ci apprezza e sostiene di più; sentiremo meno pressing, quindi quella sensazione di disagio e di dovere nel “sottostare” a trend e modalità di comunicazione e promozione che non sentiamo nostre. ...

Blog / 24.05.2024

Se da oggi tu smettessi di comunicare, sopravviveresti il prossimo trimestre? La domanda nasce da una riflessione di una mia cliente in consulenza, la seguente: "𝘈𝘭𝘦, 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘰 𝘭𝘢 𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰𝘳 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘮𝘪𝘰 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘢 𝘤𝘳𝘦𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘪 𝘮𝘪𝘦𝘪 𝘤𝘢𝘯𝘢𝘭𝘪, 𝘲𝘶𝘪𝘯𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘮𝘦 𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘪𝘭 𝘮𝘪𝘰 𝘱𝘶𝘣𝘣𝘭𝘪𝘤𝘰. 𝘚𝘦 𝘮𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘪𝘵𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘪𝘮𝘢𝘯𝘢 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘱𝘪𝘦𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘴𝘰𝘭𝘪𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘢𝘱𝘱𝘶𝘯𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪, 𝘯𝘰𝘯 𝘩𝘰 𝘪𝘭 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘤𝘳𝘦𝘢𝘳𝘦 𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘤𝘤𝘦𝘴𝘴𝘪𝘷𝘢 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘤𝘰𝘱𝘦𝘳𝘵𝘢. 𝘊𝘰𝘮𝘦 𝘧𝘢𝘤𝘤𝘪𝘰 𝘢 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘥𝘪 𝘷𝘦𝘯𝘥𝘦𝘳𝘮𝘪 𝘤𝘰𝘯 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘢𝘯𝘻𝘢?" Oltre a un problema di organizzazione e pianificazione, è chiaro che per la maggior parte dei brand, oggi, 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐢𝐧𝐨𝐧𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞. E allora ti chiedo: se tu oggi smettessi di comunicare, il tuo personal brand sarebbe così forte da mantenerti per il prossimo trimestre? Se la risposta è no, significa che ad oggi hai considerato le metriche sbagliate. Di fatto, significa che ad oggi 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐟𝐢𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚 𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ intorno a te e al tuo brand. E stai combattendo nel mercato più folle e letale....