Senza categoria / 11.07.2024

Non stiamo parlando di un "problema" che 𝐬𝐭𝐚 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐠𝐢𝐨 - e in ginocchio - la maggior parte dei personal brand che devono comunicarsi per diffondersi più velocemente con l'obiettivo di trovare clienti. Ho messo le virgolette sulla parola problema perché in effetti non lo è per tutti un problema, seppur sia la percentuale minore. Il problema di cui sto parlando è 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 ancor prima, e ancor di più, di quello che facciamo. Mi spiego meglio. Chi come me ha iniziato a lavorare e comunicare online intorno agli anni '10, ha vissuto la rivoluzione digitale e ha costruito il proprio brand basandosi esclusivamente su una comunicazione che esplorava e approfondiva esclusivamente argomenti basati 𝐬𝐮 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐞𝐯𝐚𝐦𝐨. La nostra persona la scoprivi nel momento in cui entravi effettivamente in contatto con noi. Oggi no. Oggi se vuoi sperare di avere successo, quindi se vuoi costruirti un brand, una reputazione, una credibilità, ma soprattutto avere una diffusione, 𝐝𝐞𝐯𝐢 𝐚𝐧𝐳𝐢𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐭𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚/𝐨. Quindi comunicare il personale (non il privato eh, quella è un altra cosa), facendo in modo che le persone ti apprezzino come essere umano per le tue abitudini e opinioni ancor prima della tua professione, esperienza e conoscenze. Ciò ha portato questi personal brand (persone) a: non capire più come vendersi; vendere meno; vivere una continua sensazione di instabilità; disorientarsi; chiudere le proprie attività; credersi sbagliati; sentirsi a disagio. E il disagio che si viene a creare in queste persone desiderose di comunicarsi per vendere, 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞. Lo dico anche per diretta esperienza, non solo per ciò che sento in affiancamento dai miei clienti o durante le formazioni aziendali. E non è una questione di età, perché a dimostrarlo è la quantità di under 30 che si cancella dai social o che lo vive sempre meno per evitarsi ulteriori ansie e disagi. Io comprendo e approvo che 𝐢𝐥 𝐦𝐚𝐫𝐤𝐞𝐭𝐢𝐧𝐠 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐧𝐨𝐢, ma non comprendo e non approvo che determinate piattaforme ci spingano al voler condividere più tematiche e aspetti personali in cambio di una miglior visibilità. Tu cosa ne pensi? E come la vivi?...

Blog / 10.07.2024

La strategia è 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐯𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐭𝐚. La visione è 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐭𝐚. Sempre più spesso e volentieri mi trovo a ribadire che ci soffermiamo troppo sulla strategia e troppo poco sul 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫𝐞. Non sul dove vogliamo arrivare. Quello rientra negli obiettivi. Oggi voglio fermarmi un passo prima: sul dove vogliamo andare. Spendiamo centinaia di ore in percorsi e videocorsi di crescita personale, di comunicazione, di marketing, di business, con l'obiettivo di prepararci a cannone, e in un mese non investiamo 10 ore del nostro tempo nella costruzione di una (nostra) strada per raggiungere il punto B dal punto A. A cosa serve sapere tutto se poi 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐚𝐩𝐩𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐜𝐢 e non abbiamo idea di chi siano le persone interessate a tutto ciò che abbiamo imparato? Lavoriamo prima sulla nostra visione, concretizziamola. Poi, solo poi, concentriamoci sulla strategia....

Blog / 09.07.2024

La maggior parte dei contenuti che girano sui social 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐫𝐢𝐥𝐢. Sono privi di personalità, di esperienza personale e di investimento verso il destinatario. E non è una questione di saturazione, perché c'è sempre spazio per chi investe nel proprio target sfruttando 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚 𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐞 con paziente e costante strategia. Prima di pubblicare, ad esempio, non dobbiamo bloccarci chiedendoci "𝑄𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑙𝑜 𝑎𝑣𝑟𝑎̀ 𝑔𝑖𝑎̀ 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑜?" ma dobbiamo motivarci dicendoci "𝑄𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑙𝑜 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑔𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒, 𝑝𝑒𝑟 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑟𝑙𝑜 𝑑𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖". Ogni argomento è già stato trattato. Ma nessuno lo conosce 𝐝𝐚𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚....

Blog / 04.07.2024

È in atto una 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚. Nonostante l'estate e le imminenti vacanze, le persone investono in modo importante nella formazione di se stessi. Non ho ricordo, infatti, di un luglio così intenso in termini di consulenze. Confrontandomi con colleghi e con gli stessi clienti, il punto comune è che le persone non vogliono più 𝐟𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐞 a settembre, quando ripartirà il vero anno lavorativo. Nonostante l'instabilità che ci circonda. Te ne eri accorta/o anche tu?...

Blog / 02.07.2024

Quando inviamo messaggi conoscitivi non dobbiamo (e non possiamo!) pretendere 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚 dal nostro destinatario. Ma soprattutto non dobbiamo (e non possiamo!) pressarlo a poche ore dall'invio dello stesso messaggio, perché il risultato che ci verrebbe restituito sarebbe certamente 𝐧𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨. E il nostro brand non ne gioverebbe. Ovviamente....